Due vite a vela

Navigando nella terra di Ulisse

Un mese e mezzo di assenza ci verrà perdonato se vi diciamo che abbiamo vagabondato un pò per il mare?   Purtroppo non ancora con Persy, ma con Giorgio, un amico, e la sua barca.   L’occasione ci è quasi piovuta dal cielo all’ultimo minuto e noi non potevamo farcela scappare!!

Dopo la notizia, mega corsa a comprare le poche cose che mancavano all’appello, trasferimento di Blu dai nonni e organizzazione per il resto del popolo peloso, piumoso e a squame 🙂

Non abbiatemene se vi faccio un veloce riassunto ma i giorni sono stati molti e non vorrei risultare noiosa 🙂

Partenza da Porto Garibaldi la mattina del 16 maggio, a bordo del Grand Soleil 52:                       Armatore e skipper capo Giorgio                                                                        Skipper, cuoco e qualunque altra mansione Sailor                                                          Mezzo marinaio, aiuto cuoco, sarta Candy                                                               Mezzo marinaio e aiuto in tutto Matteo

Il tempo non ci aiuta a partire, una pioggerellina leggera e mare formato sopratutto all’uscita del canale ci fanno ballare parecchio, cominciamo subito a chiedere l’aiuto dei crackers (ottimo rimedio per il mal di mare).   Il vento non è molto quindi facciamo la navigazione a motore.

Proseguendo il mare e il tempo migliorano e verso sera arriviamo ad Ancona dove dopo una pizza corriamo a nanna.

Ore 8.40 partenza direzione Giulianova, anche oggi poco vento quindi motore e vela, la navigazione prosegue tranquilla fino all’arrivo in porto.

Partendo il mattino successivo il panorama ci sorprende con dei nitidissimi monti innevati…il sole c’è ma fa freschino anche in barca!  Berretti, giubbotti pesanti e calzettoni sono indispensabili!

La sera ci vede approdare a Termoli dove troviamo una trattoria molto particolare che consigliamo vivamente (da Endryu https://www.facebook.com/pages/Trattoria-Da-Endryu/138418026246648).  La moka servita a tavola non l’avevo mai vista ma è un vero ritorno alle buone abitudini 🙂

Ci svegliamo l’indomani con un tempo un pò incerto ma decidiamo di partire comunque, dopo una trentina di miglia dei nuvoloni minacciosi iniziano ad inseguirci…speriamo non ci raggiungano proprio ora!   Mettono me al timone…siete sicuri?!?!?!!?  Proprio ora che facciamo lo slalom tra windsurf e kite?!?!?  Arriviamo sani, salvi e asciutti ma un pò infreddoliti a Vieste.  Il tempo di andare a mangiare qualcosa e poi a letto.

Il giorno successivo (20 maggio) la pioggia e le onde alte all’uscita dal porto non ci consentono di proseguire. Approfittiamo quindi per fare un pò di spesa in paese e nel pomeriggio di andare a fare due passi anche se sotto il diluvio.  Una bella scoperta (suggerita) è il Museo Malacologico (il museo delle conchiglie, entrata gratuita), ce ne sono di tutte le dimensioni e forme da ogni parte del mondo, veramente bello…

Il 21 mattina ci svegliamo col sole ma danno brutto tempo più in giù quindi anche oggi fermi e allora via….visita a Rodi nel pomeriggio, bellissima e affascinante come sempre…

Finalmente il tempo migliora anche più a sud, le onde sono calate e noi possiamo uscire dal porto, un bel sole e un pò di caldo ci accompagnano fino a Monopoli, dove dopo l’attracco, ci godiamo il tramonto a bordo della barca di nuovi amici conosciuti a Termoli, con un bell’aperitivo e poi una cena tutti insieme in paese.

Il 23 mattina arriva un pò di vento a farci compagnia e allora spieghiamo le vele e godiamoci la bolina che riusciamo a mantenere…il motore si spegne e il silenzio regna…ci accompagna solo il suono del mare.  Ci divertiamo tutti con la barca sbandata, è una sensazione strana ma emozionante.  Il vento cala solo verso sera quando siamo in arrivo ad Otranto. Una giornata lunga, cena e a letto presto.

Il giorno successivo ce la prendiamo più comoda, poche miglia per arrivare a Santa Maria di Leuca dove faremo l’ultimo rifornimento di gasolio e acqua prima del grande salto.  La mattina la foschia non ci impedisce di vedere la Grecia in lontananza, la nostra prossima tappa…

Sveglia presto per la traversata..fiocco e randa aperti, un filo di motore e si fila….dopo due ore si vede solo mare…mare ovunque, niente più terra in vista…solo qualche nave cargo che ci saluta…sole, mare, vento….cosa volere di più!!!                                                                          Emozionati come dei bambini, verso le 20 (orario greco) del 25 maggio entriamo a Porto Gaio, a Passo, nell’isola di Paxos. Il porto è semplicemente il canale tra l’isola Paxos e una piccola isoletta dirimpettaia dove sorgono solo due monasteri. Il paesino si stende lungo la costa, incantevole con i suoi ristorantini e locali tipici.

Altra sveglia di buon’ora, ci attendono molte miglia oggi.   Fiocco spiegato e si parte…verso le 14 iniziamo l’ingresso nel Canale di Lefkada.   Siamo fortunati..il ponte mobile si sta alzando proprio mentre arriviamo così non dobbiamo attendere il passaggio delle auto.   Ci fermiamo a fare carburante nell’immenso marina di Lefkas e poi ripartiamo veleggiando tra le numerose isole e isolette di questa zona.   Molte sono disabitate e i pochi paesi che si vedono sono veramente piccoli, una meraviglia per gli occhi…  tra queste isolette passiamo accanto alla “famosa” isola Skorpios.   Conosciuta principalmente per essere l’isola personale dell’armatore greco Aristotele Onassis, attualmente sembra essere di proprietà di un magnate russo.Dopo l’emozione del passaggio nel canale, a 4 miglia dall’arrivo ci sorprende un forte vento catabatico            (Un vento catabatico (dal termine greco katabatikos, che significa “che va verso il basso”), è un vento che soffia scendendo da un’inclinazione topografica, come una collina, montagna o ghiacciaio.   Fonte Wikipedia)       con raffiche di 30-40 nodi (vento davvero forte) che fanno sbandare la barca tanto da avere la falchetta completamente in acqua, le onde inoltre arrivando lateralmente salgono sulla barca come secchiate d’acqua lavando completamente il nostro Sailor che fatica a tenere la barca dritta.  Sono 30 minuti di paura e adrenalina, molto bagnati  eheheh  all’imbocco della baia di Vathi, nell’isola di Itaka forunatamente il vento e le onde calano un pò permettendoci di ormeggiare alla svelta.   Ci meritiamo una cenetta tipica e ci concediamo la nostra prima Moussakà (a voi scoprire cos’è).

Il giorno dopo il sole e un mare calmo ci accompagnano fino a Katakolo, nel Peloponneso! terra ferma!!  Qui conosciamo due ragazzi, padre e figlio con la bicicletta più strana del mondo…si chiama Beer Bike, è composto da una serie di biciclette (il sellino e i pedali) disposte intorno a un tavolo e a capotavola, Giorgio o Giovanni guidano questo carretto di bici. I clienti durante la visita turistica del paese e delle spiagge possono sorseggiarsi una birra fresca a un prezzo modico!   Grande idea!!! Fantastici ragazzi!!!!

Il 28 maggio ci vede svegli all’alba per arrivare alla punta del primo dito del Peloponneso con una navigazione tranquilla fino a Methoni.   Il nostro primo ormeggio in rada, per scendere a terra sfruttiamo i nostri due fantastici motorini fuoribordo Sailor e Matteo.      Qui a Methoni si trova un grande castello, solo minime sezioni delle mura però si sono conservate. La più antica fase edificatoria risale al periodo della prima dominazione Veneziana (XIII°-XV° sec.). Si possono notare infatti alcuni stemmi d Venezia con il Leone di San Marco.

La partenza da Methoni vede me al timone….sempre sicuri?!?!?  Ok, fino al secondo dito del Peloponneso ci siamo arrivati, ci fermiamo in rada a Porto Kagio, una caletta quasi disabitata dopo pranzo per riposarci un pò.  Una volta buttata l’ancora i ragazzi decidono di fare il bagno ma io e Giorgio non ci fidiamo e ci affidiamo al nuovissimo super tecnologico misuratore di temperatura..un termometro da 2 euro legato a un cordino gettato in mare, responso 22 gradi….bene, continuo a prendere il sole.  I maschietti durano poco in acqua e allora caliamo il tender e mentre Giorgio si rilassa, noi andiamo a riva a fare due passi sulla spiaggia e sul monte fino a una microscopica chiesetta intitolata a San Nicola a picco sul mare.   Cena a bordo e poi letto.

Questa giornata (30 maggio) inizia presto e finisce quasi alle 21 con l’arrivo nel porto di Adamas (Adamantas), nell’isola di Milos (quella delle Venere) quasi col buio affiancati a dei catamarani con le luci psichelediche! eheh Cenetta greca, passeggiata lungomare (scopriamo che la marea cresce violentemente e le barche sbattono parecchio, speriamo di dormire!!) e poi nanna.

Ultimo giorno di questo maggio in viaggio tra le Piccole Cicladi con sole, vento e vele spiegate. Negli ultimi giorni il vento è aumentato e soffia nella direzione giusta così ci possiamo divertire con le vele e spegnere il motore. E’ una soddisfazione vedere aumentare la velocità della barca mentre si trimano (sistemano) le vele.  Arrivo ad Aegiali, isola di Amorgos, cenetta sul porto e passeggiata lungomare con avvistamento di papere e anatre in spiaggia!! 😀

L’iniizo di giugno ci accoglie con la nebbia alla partenza da Aegiali, fortunatamente dura poco ma siamo stati tutti in allerta e abbiamo acceso il radar.   La giornata migliora e la nebbia si dissolve, prima di pranzo facciamo una tappa nell’isola Levitha per un bagnetto, qui ci abita una sola famiglia di agricoltori e allevatori da 300 anni.  Proseguiamo il nostro viaggio fino a Kalimnos, isola Kalymnos, dove in porto ci accoglie una stella marina rossa!!!  Dite che è abbastanza pulita l’acqua!!!!  Facciamo due passi per il paese e poi ci sistemiamo per la cena.

Oggi ultimo giorno di viaggio, le miglia sono solo una quindicina e ce la prendiamo in relax, sveglia libera, colazione con calma e partenza.  Ci fermiamo sull’isola di Pserimos, in una baia dove le uniche forme di vita terrestre sono pecore e caprette.  C’è qualche allevamento di pesce e in effetti i pesi non mancano. Giorgio usufruisce ancora una volta del termometro ufficiale di bordo…24.5°…faccio il bagno anch’io, l’acqua è stupenda, cristallina e non troppo fredda.  Un’oretta di bagno e siamo rigenerati, pronti per pranzare e salpare verso Kos.      Da Pserimos a Kos viaggiamo entro il confine greco stando ben attenti a non sconfinare in Turchia, non c’è pericolo ma visto gli ultimi episodi di migranti è meglio non creare problemi.    Kos ci vede entrare in porto nel pomeriggio così abbiamo il tempo di ormeggiare con calma, riposarci e fare anche un pò di bucato.  Una doccia a terra finalmente, cena e poi una bella passeggiata per la città.

L’aereo di attende tra un paio di giorni, Giorgio che resterà qualche giorno in più comincia a salutare gli amici del marina e noi (io, Sailor e Matteo) sconfiniamo…il venerdì mattina andiamo a prendere il traghetto che in 40 minuti ci porta a Bodrum in Turchia.   Caicchi, spezie e colori ci inondano, la cittadina è molto carina, a portata di turista, e nella medina facciamo subito amicizia!!! Un ragazzo ci offre del tè turco prima di fare acquisti nel suo negozio. Ora di rientrare sotto il sole cocente dell’Egeo.

Domenica autobus, aereo e treni e siamo di nuovo a casa!!!

Buon vento a tutti!!!!

                                                                                                                                    Candy

P.S. è un riassunto lungo…scusate….

 

 

 

1 Commento

  1. Anonimo

    i nonni ringraziano per il privilegio di avere accudito il “nipotino” BLU, un po’ ci mancherà

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