Due vite a vela

Da Atene a Vieste passanto sotto il Ponte Rion-Antirion e lungo il Canale di Levkas (video pt. 2)

Ecco la seconda parte del nostro viaggio da Atene a Vieste sul Dufour 425 dei nostri amici Vanni e Viviana. Dalla rada a Galaxidi siamo passati sotto il Ponte Rion Antirion di Patrasso, ci siamo fermati a Itaka e il giorno dopo a Varko! Abbiamo proseguito lungo il Canale di Levkas fino a Paxos. Da qui una traversata di 19 ore fino a Otranto e poi su lungo la costa Pugliese fino a Vieste!

 

Per chi volesse saperne di più ecco qui anche il diario di bordo!!

19 Giugno 2016                                                                                           Sveglia con il sole appena sorto, una buona colazione e salpiamo l’ancora verso le 6.30. Ci aspetta una tratta impegnativa anche oggi.  Il Golfo di Corinto non smette di stupirci anche oggi con tantissimi branchi di delfini che però preferiscono giocare tra loro e non si avvicinano molto. Verso le 10.30 avvistiamo il Ponte Rion Antirion (È stato soprannominato ponte di Poseidone, ed è con i suoi 2.883 metri il ponte strallato più lungo del mondo.Domina il panorama della zona con i 164 metri di altezza dei piloni portanti. Il piano stradale attraversa il golfo di Corinto a 60 metri sopra il livello del mare  Fonte e altre notizie: Wikipedia), considerando l’altezza dell’albero di Vivì decidiamo di passare tra il secondo e il terzo pilastro da destra (con Persy dovremo passare esattamente al centro)…restiamo per qualche minuto con il fiato sospeso e la testa in sù…non si sa mai  🙂  ce la fa, ce la fa, ce la fa…ce l’abbiamo fatta!!  Passato il Ponte modifichiamo leggermente la rotta per dirigerci verso Itaka e il vento prima di prua si sposta di bolina stretta, spieghiamo le vele e abbassiamo i giri del motore.   Alle 18 iniziamo a vedere l’isola di Itaka e considerando il vento che spira ci ormeggiamo in rada in una baia esterna, alle nostre spalle, al di là della collina c’è la baia di Vathi dove avevamo ormeggiato il mese scorso con Giorgio e Matteo.

20 Giugno 2016                                                                                                                                     Giornata di ferie, sveglia libera, colazione in rada e partenza con calma.   Oggi ci decichiamo alla ricerca di qualche rada e spiaggetta interessante per il futuro… puntiamo verso nord-ovest la baia di Vassiliki, l’ansa è molto grande e ricca di calette e insenature bellissime e inaccessibili o quasi da terra, con il tender però sono dei piccoli paradisi.   Proseguiamo lungo la costa est della penisola di Lefkada, risalendo verso nord, ci avviciniamo all’isola di Meganisi, salutiamo Skorpios (l’ex isola di Onassis) e dirigiamo verso Varko, una caletta a circa 6 miglia sud-est di Levkas, dato che il vento da nord sta rinforzando. Cena a lume di citronella e poi nanna.

21 Giugno 2016                                                                                             Partenza alle 7 da Varko, direzione Canale di Levkas che imbocchiamo dopo circa un’ora.  Pensare che siamo passati da qua un mese fa ma nella direzione opposta ci fa un pò ridere….stiamo diventando dei vagabondi del mare 😀 (purtroppo ancora con le barche altrui).  La tensione è comunque alta perchè siamo solo noi due e non abbiamo altre esperienze in questo canale. Le uniche indicazioni sono date da delle piccole boe rosse che formano un canale all’interno del quale bisogna rimanere per non arenarsi.  Non ci sono ostacoli o pericoli particolari ma passando vicinissimo alle draghe che lavorano continuamente lungo il canale fa una certa impressione…eheheh    Arrivati al Marina Lefkadas ormeggiamo per il rifornimento e subito ripartiamo, dal marina non si vede se il ponte è già aperto ma bastano pochi metri per accorgerci che in realtà mancano ancora alcuni minuti alle 9 quindi rallentiamo e ci mettiamo in colonna con altre barche. Il ponte inizia a ruotare, noi acceleriamo leggermente e in pochi minuti siamo ufficilamente in Mar Ionio! Non facciamo in tempo a rilassarci che siamo in allarme MOB (Man Over Board- Uomo A Mare)…mi armo di mezzomarinaio ed effettuo il recupero grazie a Sailor che prontamente cambia rotta per mettersi sottovento.  Ok ok….mi sono esaltata un pochino…però quella povera ciambella per bambini si sentiva sola in mezzo al mare… ora si chiama Ginetto Draghetto!!!  ahahaha   Viriamo leggermente a sinistra in direzione Isola di Paxos, il vento soffia ancora da nord-nord-est e ne approfittiamo per spiegare le vele, spegnere il motore e goderci il silenzio.  Verso le 15 entriamo nel canale formato tra l’isola di Paxos e Agios Nikolaos, dove si trova il capoluogo Gaios (Porto Gaios) ma nel porticciolo comunale non c’è posto, optiamo quindi per sistemarci in rada vicino all’ingresso opposto del canale, riparati così da Agios Nikolaos. Sailor si butta subito in acqua per andare a controllare l’ancoraggio e anch’io finalmente mi concedo un bagno ( con Ginetto ovviamente).   Una bella doccia rilassante, apericena relax e a letto prestissimo…domani è il grande giorno!!!!

22 Giugno2016                                                                                                                                 Motore acceso, radar in funzione, luci di navigazione accese, salpiamo alle 2.30 con vento moderato e un metro d’onda che ci fa dondolare.  Fortunatamente riesco a dormire qualche ora in pozzetto e mi sveglio all’alba a causa dell’aumento delle onde.   Recupero qualche pacchetto di crackers e dei taralli finchè riesco a restare in piedi sottocoperta…il vento sta rinforzando e il mare non ci aiuta.    Verso le 9.30 siamo all’altezza di Corfù e non si prospetta niente di buono… le onde alte più di 2 metri ci colpiscono quasi di prua e il vento ci soffia dritto in faccia a più di 28 nodi.   Vedo Sailor preoccupato…non è da lui…mi chiede di aiutarlo al timone.  Vivì è dotata di doppio timone così posso alleggerire il peso a Sailor per quel che riesco. L’acqua sale in barca a secchiate che ci lavano completamente da capo a piedi, il sole è ormai alto ma l’altezza delle onde e la distanza che si separa dalla terra ferma ci angoscia non poco.   Siamo a picchi di almeno 4 metri d’onda e 38 nodi di vento (Grado 7 e 8 scala Beaufort https://it.wikipedia.org/wiki/Scala_di_Beaufort ), Sailor è in piedi a timonare  da questa notte, la stanchezza e la tensione si fanno sentire…mi elenca tutte le cose da fare e non fare in caso di scuffiata (la barca che si rovescia), non si vede altro che onde, onde, onde…ci prefissiamo degli obiettivi ogni 10 miglia per non demoralizzarci…è difficile, è dura, è pesante psicologicamente e fisicamente, è “bagnata” e la pelle ci brucia per il sale.  Dopo 80 miglia di preghiere avvisto terra…non è un’alluncinazione…è Santa Maria di Leuca, la terra più vicina, poggiamo leggermente e proseguiamo.   Mare e vento non accennano a calmarsi e noi siamo stremati. Davvero.   A 9 miglia dalla costa riusciamo a raggiungere telefonicamente il proprietario della barca (che non ci sente dal pomeriggio precedente) e gli spieghiamo la situazione, lo sento in apprensione per noi, mi dispiace tanto… io e Sailor ci guardiamo, siamo bianchi di sale e completamente bagnati ma mi dice di si…proviamo ad arrivare a Otranto!!  Dopo pochi minuti ci richiama, i ragazzi del porto ci aspettano. Facciamo queste ultime 20 miglia sottocosta con onde di soli 1 o 2 metri ma un vento catabatico che non accenna a scendere sotto i 25-30 nodi. Entriamo in porto a Otranto alle 20.30 ora italiana, dopo 19 ore di navigazione ininterrotta con grado 7 e 8 scala Beaufort. I ragazzi ci accolgono con allegria e ci aiutano a ormeggiare con pazienza.  Terra ferma!!!!!   Doccia calda e poi una corsa finalmente per strada…l’ultima volta che abbiamo toccato terra con i piedi è stato a Corinto per 10 minuti!  Andiamo a mangiare una buona pizza e a mezzanotte sveniamo a letto.  p.s. scusate se mi sono dilungata ma è stata l’esperienza finora più entusiasmante/angosciante/esaltante/faticosa della mia vita!!

23 giugno 2016                                                                                                                                          Sveglia libera, colazione relax e poi…si sistema tutto!!!!   Iniziamo dall’esterno, Sailor lava tutta la barca mentre io mi dedico ai vestiti che avevamo addosso, ai cuscini e ai tappeti che si erano bagnati. Stendo tutto e scendo sottocoperta a rassettare il casino che si è purtroppo creato, non si è rotto nulla fortunatamente ma non c’è più nulla al proprio posto.  Merendina con una fetta d’anguria e poi riposo, meritato riposo!   Al tramonto andiamo a fare un giro in paese e poi a cena. Questa sera a letto presto, dobbiamo recuperare le forze!!

24 Giugno 2016                                                                                              Verso le 8.30 salutiamo i ragazzi del porto e molliamo gli ormeggi.  Obiettivo Monopoli ma mare e vento anche oggi non sono a favore.  Mi metto al timone così Sailor può riposare ancora un pò. Non lo dà a vedere ma la traversata l’ha provato molto 🙂 All’altezza di Brindisi spalanchiamo gli occhi, ci sono tantissime boe segnalate e non, navi che entrano ed escono e una marea di aree con accesso vietato, oltre a una miriade di barchini da pesca tra i quali facciamo lo slalom. Per il resto rimane una navigazione costante tutto il giorno e quando inizia a imbrunire siamo ancora a 10 miglia da Monopoli, Sailor non si fida ad entrare in porto col buio e ci ancoriamo in rada. Vento e onde però arrivano da due direzioni diverse e oltre a rollare, beccheggiamo…il peggio del peggio per lo stomaco!! Facciamo una pastasciutta al volo perchè sottocoperta non si sta in piedi e andiamo a sdraiarci.

25 Giugno 2016                                                                                                                                    Alle 2 non resistiamo più…salpiamo l’ancora e ripartiamo, accendo il radar e via!  Col buio incontriamo solo un paio di barchini e qualche cargo al largo. Ne approfittiamo per prendere il sole e sistemare un pò i nostri bagagli. Alle 17, in anticipo sulla tabella di marcia, entriamo in porto a Vieste e ormeggiamo al molo comunale dopo aver chiamato i ragazzi col VHF.  Sistemiamo gli ormeggi e diamo una pulita definitiva dentro e fuori!  I proprietari arrivano dopo un paio d’ore e ci abbracciamo con gioia!! Un bell’aperitivo in barca e poi cena tutti insieme in paese per festeggiare Vivì che è tornata in Italia dai suoi “padroni”. E’ stata bravissima in tutte le situazioni e ci ha regalato emozioni uniche!!

26 Giugno 2016                                                                                                                                           Sveglia con calma e colazione ricca per iniziare questa giornata di rientro. Carichiamo la macchina dei signori e andiamo verso Pescara, ci fermiamo a mangiare in un ristorante favoloso (tutto a tema pecorelle 😉 ) prima di prendere il treno che ci riporta a casa.  Avventura finita!   Non ce la dimenticheremo mai!!

Grazie a Vanni e Viviana, a Vivì, all’ufficiale del canale di Corinto che ha portato pazienza col mio inglese stentato, ai ragazzi dei porti di Otranto e di Vieste per la professionalità e la cortesia e a tutti voi che avete letto fino in fondo questo articolo lunghissimo!!!  L’arte del riassumere non è il mio forte!

Candy

2 Commenti

  1. Anonimo

    Penso che la Vostra foto non ha niente da fare con il vostro viaggio. Si tratta di Capo Falcone – nord-est Sardegna, precisamente della torre vicino alla spiaggia La Pelosa, davanti al isola di Asinara.

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    1. Anonimo

      Scusate gli errori ortografici nell’articolo sovrastante. Non sono sarda, nemmeno italiana, sono austriaca. Saluti, Maria Fürholzer.

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